Transazioni di copia di deposito

Il deposito in Come scegliere un segnale di trading degli atti provenienti dall'estero Il deposito in Italia degli atti provenienti dall'estero.

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Altri casi di interesse notarile di Carlo Alberto Marcoz Notaio Introduzione Il presente breve contributo [nota 1] propone l'analisi di un caso pratico con il fine di riepilogare la disciplina vigente e le problematiche relative al deposito di atti esteri presso un notaio italiano e alla legalizzazione di atti esteri da utilizzare in Italia.

L'ipotesi di lavoro è quella della presentazione a un notaio italiano di un transazioni di copia di deposito di compravendita di un appartamento sito in Italia, ricevuto da un notaio francese, senza alcuna dichiarazione in materia urbanistica.

Il Deposito dell'atto estero. Fonti normative L'atto di cui si parla è certamente un "atto estero" nel senso inteso dalla dottrina che si è occupata del tema: atto ricevuto o autenticato, anche in lingua italiana, da pubbliche autorità straniere, compresi i rappresentanti diplomatici o consolari stranieri accreditati in Italia; in senso lato si intende per atto estero qualunque atto giuridico redatto all'estero, sia da pubbliche autorità straniere, sia da privati, di norma in lingua straniera, ma anche in lingua italiana; anche se ricevuti o autenticati all'estero, non sono invece atti esteri gli atti dei consoli italiani.

Perché un atto estero sia utilizzabile in Italia a vari fini, in particolare relativi all'aggiornamento dei pubblici registri come richiesto dalle relative normative specifiche, deve preventivamente essere depositato presso un archivio notarile o un notaio italiano ai sensi dell'art.

Tali atti, se redatti in lingua straniera, devono essere tradotti dal notaio se conosce la lingua straniera o da un perito scelto dalle parti salvi i Comuni dove è ammesso l'uso della lingua straniera. Più in generale l'art.

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Le disposizioni citate trovano la loro ratio nell'esigenza che ogni atto estero, per essere utilizzato in Italia, previa apposita legalizzazione con le precisazioni ed eccezioni che si vedranno infra che dia certezza della sua provenienza, sia assoggettato ad un preventivo controllo di legalità sia formale sia sostanziale da parte del notaio.

Lo stesso notaio inoltre, ricevendo l'atto in deposito, garantirà l'adempimento degli obblighi fiscali e di pubblicità ove previsti, come nel caso in esame e la conservazione dell'atto medesimo nel tempo, con possibilità di rilascio di copie. Molti atti esteri possono produrre in Italia gli stessi effetti di atti pubblici o di scritture private autenticate nazionali: appare quindi evidente come l'ordinamento imponga che questi atti siano soggetti ad un attento e serio controllo, senza il quale la sicurezza di determinate transazioni e i corretti mantenimento e aggiornamento dei pubblici registri sarebbero a dir poco a rischio.

L'equivalenza e il controllo di legalità La dottrina che si è occupata del tema ha in primo luogo sottolineato la necessità che l'atto estero, anche se formalmente riferibile ad un soggetto con poteri di certificazione simili a quelli del notaio italiano, possa essere considerato "equivalente" all'atto italiano per alcuni fondamentali aspetti.

Il nostro ordinamento infatti richiede spesso che un atto, a determinati fini, sia munito di particolari requisiti. Si pensi alle iscrizioni nel Registro delle Imprese o al caso che qui interessa di trascrizioni ed iscrizioni nei Registri immobiliari: un semplice atto scritto, sufficiente per la validità di una compravendita immobiliare, non basta per la sua trascrizione; appare quindi evidente come anche un atto proveniente dall'estero, per poter produrre gli stessi effetti di un atto italiano, debba fornire le medesime garanzie sulla sua provenienza ed autenticità in tal senso, ad esempio, l'obbligo di legalizzazione previsto dagli artt.

Il requisito di "equivalenza", di elaborazione dottrinale, trova quindi il suo fondamento nell'esigenza di non attribuire ad un atto che non ha elementi minimi di idoneità la forza di produrre determinati effetti nel nostro ordinamento, effetti per i quali è richiesto in Italia un particolare ed elevato livello di garanzia sulla provenienza dell'atto e sulla sua conformità alla legge in particolare l'alimentazione dei pubblici registri ; la verifica di tale equivalenza - che, si noti bene, si differenzia dalla mera forma dell'atto che è regolata dalla disciplina di cui infra — è rimessa all'apprezzamento dell'interprete e non è certo agevole; sostanzialmente si tratta di un controllo da effettuarsi caso per caso.

Innanzitutto l'atto dovrà essere redatto o autenticato da un soggetto al quale espressamente l'ordinamento di appartenenza attribuisce tali poteri, il quale deve agire in conformità alle normative che li regolano.

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L'atto pubblico dovrà quindi essere riconducibile ad un pubblico ufficiale con caratteri analoghi ai nostri: l'atto pubblico del notaio italiano infatti, essendo redatto da un soggetto con particolare formazione giuridica, tenuto al controllo di legalità e responsabile del contenuto, ha una particolare forza sia nel campo probatorio sia in quello esecutivo.

E' quindi necessario che anche l'atto "pubblico" estero, per avere la medesima efficacia di quello italiano, sia riconducibile all'opera ed al controllo di un soggetto cui l'ordinamento dello stato riconosce poteri ed obblighi analoghi; e, più in generale, deve ritenersi che un atto non possa produrre al di fuori del proprio ordinamento giuridico effetti maggiori di quelli che questo gli riconosce.

Per quanto concerne le scritture private autenticate la questione è di più difficile analisi, esistendo negli ordinamenti stranieri livelli e responsabilità ben diversi in materia di autentica di sottoscrizioni: elemento comunque imprescindibile è che risulti espressamente la certificazione dell'autenticità della sottoscrizione provenienza della firma dal sottoscrittore, previa verifica della sua identitàma pare condivisibile la tesi che ritiene necessario un controllo da parte dell'ufficiale autenticante almeno della volontà delle parti di voler effettivamente sottoscrivere quel determinato atto.

Il controllo esterno della formale provenienza dell'atto o dell'autentica da un soggetto competente viene effettuato in sede di legalizzazione o apostillecome si vedrà in seguito.

Il controllo, sempre estrinseco, di legalità dell'atto deve invece essere effettuato direttamente dal notaio o dall'archivio in sede di deposito; in questo caso quindi il notaio è chiamato alla verifica di un atto già completamente formato, senza alcuna possibilità di indagine della volontà delle parti a monte e di relativo adeguamento prima della redazione. Per la forma, occorre un controllo del rispetto delle regole minime imposte dall'ordinamento di provenienza in genere la forma è regolata dalla legge dello stato in cui l'atto è posto in essere — si vedano gli artt.

Per ordine pubblico internazionale si intende generalmente un complesso di principi fondamentali appartenenti ad una determinata comunità nazionale in un certo momento storico; le norme di applicazione necessaria sono invece quelle norme di diritto italiano che devono essere applicate nonostante il richiamo alla legge straniera, in considerazione del loro oggetto e del loro scopo si tratta di norme che perseguono obiettivi ritenuti di primaria importanza con modalità che appaiono tendenzialmente infungibili: ne sono un esempio le norme in tema di menzioni urbanistiche, poste a tutela di interessi di carattere generale e ritenute formalità intrinseche dell'atto e quindi inerenti la sua sostanza [nota 4].

E' evidente che si tratta di una verifica quanto mai difficoltosa: mancando norme predefinite, occorrerà analizzare caso per caso il rispetto delle citate regole, applicando i principi esposti da dottrina e giurisprudenza. Qualora l'atto estero sia carente di alcuni elementi ritenuti necessari per il transazioni di copia di deposito ordinamento, il notaio deve verificare se sia possibile rimediare alle carenze in sede di deposito.

Alcuni vizi relativi al contenuto dell'atto, possono invece essere sanati. In particolare se l'atto è regolato dalla legge straniera, sarà possibile integrarlo in sede di deposito, con eventuali menzioni o documenti mancanti richiesti dal nostro ordinamento [nota 5].

Se l'atto è regolato dalla legge italiana, soccorrono gli transazioni di copia di deposito rimedi previsti dalla stessa; nel caso proposto supponiamo che l'atto francese non contenga le menzioni urbanistiche relative alla costruzione del fabbricato.

Con l'intervento delle parti — o di una sola di esse o degli aventi causa ove ammesso - nell'atto di deposito sarà quindi comunque possibile sanare mediante conferma la mancanza di tali menzioni, in materia di concessioni edilizie art. Un cenno meritano anche le dichiarazioni attualmente previste dall'art.

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La mancanza di tali dichiarazioni non incide certamente sulla validità dell'atto e la norma non pare di applicazione necessaria. Tuttavia, al fine di evitare sanzioni, le parti potranno procedere alle stesse in sede di atto di deposito.

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Per analoghe ragioni, le parti potranno rendere in sede di deposito eventuali dichiarazioni rilevanti ai fini di applicazioni di particolari agevolazioni o regimi fiscali prima casa, prezzo-valore, ecc. La legalizzazione. Le fonti normative L'art. Il medesimo obbligo di legalizzazione è previsto dall'art. Si tratta di espressioni del citato principio secondo il quale un atto, per produrre effetti in Italia ed in particolare per poter validamente intervenire sui pubblici registri, deve essere in primo luogo, ancor prima che depositato presso un notaio o un archivio notarile, munito di una certificazione della sua "provenienza" da un pubblico ufficiale.

Il pubblico ufficiale legalizzante deve indicare la data e il luogo della legalizzazione, il proprio nome e cognome, la qualifica rivestita, nonché apporre la propria firma per esteso ed il timbro dell'ufficio". Completa la disciplina l'art. Le firme sugli atti e documenti formati nello Stato e da valere all'estero davanti ad autorità estere sono, ove da queste richiesto, legalizzate a cura dei competenti organi, centrali o periferici, del Ministero competente, o di altri organi e autorità delegati dallo stesso.

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Le firme sugli atti e documenti formati all'estero da autorità estere e da valere nello Stato sono legalizzate dalle rappresentanze diplomatiche o consolari italiane all'estero. Le firme apposte su atti e documenti dai competenti organi delle rappresentanze diplomatiche o consolari italiane o dai funzionari da loro delegati non sono soggette a legalizzazione. Si osserva l'articolo Agli atti e documenti indicati nel comma precedente, redatti in lingua straniera, deve essere allegata una traduzione in lingua italiana certificata conforme al testo straniero dalla competente rappresentanza diplomatica o consolare, ovvero da un traduttore ufficiale.

Le firme sugli atti e documenti formati nello Stato e da valere nello Stato, rilasciati da una rappresentanza diplomatica o consolare estera residente nello Stato, sono legalizzate a cura delle prefetture. Sono fatte salve le esenzioni dall'obbligo della legalizzazione e della traduzione stabilite da leggi o da accordi internazionali.

La transazione è il contratto, regolato dall'art. Transazione pura e mista art. NB: Attraverso il contratto di transazione, strumento di agile e informale composizione delle liti attuali o future, si vuole in qualche modo superare il reale accertamento della ragione o del torto delle singole parti: ciascuna parte, infatti, modifica, in tutto o in parte, le proprie pretese in cambio di una reciproca concessione dell'altra; in sostanza, entrambe, dispongono liberamente dei propri interessi secondo il caratteristico principio dell'autonomia privata. Il procedimento transattivo [ Torna su ] La funzione della transazione è insita nello stesso significato etimologico del termine "transigere" derivante dal latino "trans" e "agere" che significa "cacciare attraverso", "venire a un accomodamento", "finirla": superare la lite è, pertanto, la funzione essenziale della transazione.

La firma legalizzata inoltre non viene apposta in presenza dell'ufficiale legalizzante, ma viene verificata tramite il confronto con un campione appositamente depositato. La successiva legalizzazione dell'autorità dello Stato dove deve essere fatto valere l'atto avverrà in genere, secondo le previsioni degli ordinamenti stranieri, presso la rappresentanza consolare estera nel cui ambito territoriale risiede il Procuratore della Repubblica italiano legalizzante.

Gli atti esteri destinati a valere in Italia sono legalizzati dalle rappresentanze diplomatiche o consolari italiane all'estero.

Deposito telematico degli atti processuali di Enrico Consolandi - Libro dell'anno del Diritto Condividi Deposito telematico degli atti processuali Nel il deposito telematico è diventato regola effettiva del processo civile, dopo la proroga implicita del

Il procedimento di norma si articola in due gradi: un primo grado c. Tale procedimento, che permette un maggiore controllo sulla qualità di pubblico ufficiale del soggetto rogante, non è tuttavia obbligatorio, come emerge dall'inciso "ove possibile".

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E' cioè ammissibile che la legalizzazione di "primo grado" avvenga direttamente da parte dell'autorità consolare italiana [nota 8]se lo stato estero in cui l'atto è formato non prevede una preventiva legalizzazione da parte di autorità nazionali. All'atto legalizzato, se redatto in lingua straniera, deve essere allegata una traduzione in lingua italiana che, come accennato, deve essere effettuata dall'autorità italiana legalizzante o da un traduttore ufficiale.

La mancanza di traduzione non incide sulla validità dell'atto: la stessa dovrà in tal caso essere effettuata, per quanto qui rileva, in sede di deposito dell'atto presso il notaio.

Particolare ipotesi è quella della legalizzazione di atti formati dalle rappresentanze diplomatiche o consolari estere in Italia: la legalizzazione in questo caso è effettuata, ai sensi dell'art. In mancanza di legalizzazione salve le esenzioni espressamente previstel'atto estero non potrà essere utilizzato in Italia: esso è privo di quella certificazione relativa al soggetto che lo ha sottoscritto necessaria per provarne l'esistenza ai fini della sua operatività nel nostro ordinamento.

Gli atti esenti da legalizzazione Ai sensi del citato art. In particolare rilevano gli atti rogati o autenticati dai consoli italiani all'estero ai sensi dell'art.

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L'esercizio della funzione notarile è stabilito dall'art. Sono poi esentati da legalizzazione, in quanto sostituita dalla forma semplificata dell'apostille, gli atti provenienti dagli Stati contraenti della Convenzione dell'Aia del 5 ottobre E sono esenti da ogni forma di certificazione preventiva gli atti provenienti dagli Stati contraenti della Convenzione di Bruxelles del 25 maggio Tra alcuni paesi sono inoltre in vigore specifiche convenzioni bilaterali che comportano l'esenzione da legalizzazione ad esempio, per l'Italia relativamente ad atti pubblici e scritture private autenticate: con l'Austria, Convenzione 30 giugno [nota 13] ratificata con legge n.

La Convenzione dell'Aia del 5 ottobre La Convenzione dell'Aia, entrata in vigore il 24 gennaio [nota 15]prevede in realtà un procedimento semplificato di certificazione della firma del soggetto rogante o autenticante, che viene "legalizzata" dalla sola autorità dello Stato nel quale l'atto è formato.

Essa si applica agli "atti pubblici" [nota 16] provenienti da uno Stato contraente e destinati ad essere utilizzati sul territorio di un altro Stato contraente. Tale forma di legalizzazione avviene mediante apposizione della apostille, formula unificata a contenuto fisso il cui modello inderogabile è allegato alla Convenzione quadrato di 9x9 cm minimo ; consiste nella certificazione della veridicità della firma, la qualità del firmatario e, se necessario, l'autenticità del timbro o sigillo apposto all'atto.

L'apostille non è parte integrante dell'atto; se redatta in epoca transazioni di copia di deposito allo stesso, come di norma accade, non sposta in alcun modo la data di formazione dell'atto medesimo [nota 18]. Tale natura e la rigida previsione del testo, della lingua e del modello dell'apostille rendono superflua ogni sua traduzione: anche qualora il contenuto fosse scritto transazioni di copia di deposito caratteri particolari si pensi al grecoil titolo in francese impedirebbe ogni equivoco, unitamente alla numerazione di ciascuna riga del testo.

La situazione degli Stati contraenti si trova aggiornata sul sito www. Per l'Italia la competenza per l'apposizione dell'apostille coincide con quella per la legalizzazione: Procuratore della Repubblica per gli atti notarili e gli atti giudiziari e dello stato civile, Prefetto per gli altri atti amministrativi. A seguito dell'introduzione dell'apostille si è posto il problema pratico della validità transazioni di copia di deposito un'eventuale legalizzazione di un atto proveniente da un paese contraente della Convenzione dell'Aia.

Il contratto viene eseguito all'apertura del conto di deposito in contanti. Il depositante depositante, rappresentante compila i dettagli necessari del contratto di deposito bancario e lo firma. Se il conto viene aperto dal depositante o dal rappresentante del depositante, quando compila il contratto, indica il cognome, il nome e il patronimico della persona a nome della quale viene aperto il conto di deposito, il paese in cui risiede il depositante. Il contratto viene eseguito in due copie, una delle quali viene emessa al depositante depositante, rappresentante e la seconda viene archiviata in banca.

La stessa Convenzione, all'art. Infatti la legalizzazione è di norma qualcosa di più dell'apostille, prevedendo come si è visto un doppio controllo autorità nazionale e autorità consolare italiana.

Deposito telematico degli atti processuali in "Il Libro dell'anno del Diritto"

Qualche dubbio si pone per i casi di eventuale legalizzazione opzione uk che cosè dal solo transazioni di copia di deposito italiano, senza preventiva legalizzazione dell'autorità nazionale del paese da cui l'atto proviene: in questo caso il controllo dell'autorità transazioni di copia di deposito italiana è in realtà qualcosa di meno dell'apostille, che promanando da autorità del medesimo Stato dell'ufficiale rogante fornisce maggiori garanzie.

Tuttavia la mancata previsione di invalidità e il principio generale di conservazione degli atti inducono a ritenere valida anche questa legalizzazione.

La Convenzione di Bruxelles del 25 maggio Ogni forma di legalizzazione è effettivamente soppressa tra gli Stati membri delle Comunità Europee contraenti della Convenzione di Bruxelles ratificata e resa esecutiva dall'Italia con la legge n. Gli Stati contraenti che hanno dichiarato che l'accordo è applicabile immediatamente nei loro confronti sono attualmente soltanto l'Italia, la Francia, il Belgio, la Danimarca e l'Irlanda [nota 20].

La situazione è consultabile nel database degli accordi sul sito del Consiglio d'Europa www. Chiaramente la totale abolizione di ogni forma di legalizzazione sposta transazioni di copia di deposito della bilancia a favore della rapida circolazione degli atti, ma rende ancor più difficile il controllo per il notaio che si accinge a ricevere in deposito l'atto estero non legalizzato o ad allegarlo, come nel caso più diffuso delle procure : l'atto giunge in Italia privo di ogni traduzione e di ogni certificazione relativa al soggetto rogante o autenticante; spetta al notaio italiano informarsi ed attivarsi anche per questi controlli.

Nessuna norma infatti prevede esenzioni in materia; sarà solamente possibile, ma si tratta di procedimento eccezionale e non semplice, ricorrere all'art. In questo contesto appaiono di ancora maggior interesse i tentativi citati in precedenza di trovare soluzioni nuove, digitali e telematiche, per la legalizzazione degli atti o per l'apostille : si tratterebbe di procedure estremamente rapide, idonee a stabilire un giusto equilibrio tra l'esigenza di circolazione degli atti e quella di certezza della loro provenienza ai fini dell'utilizzo in un paese straniero.

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La forma dell'atto di deposito e gli adempimenti Formalmente il deposito di un atto straniero si realizza mediante la redazione di un verbale da parte del notaio italiano, avente quali comparenti i soggetti che richiedono il deposito transazioni di copia di deposito.

Come detto, l'art. La legalizzazione o l'apostille infatti assolve la funzione di rendere certa la provenienza dell'atto, attestando l'autenticità della firma del notaio o del pubblico ufficiale straniero e la relativa qualifica; deve quindi precedere necessariamente il deposito, che invece assolve la funzione di verifica della legalità dell'atto stesso ai fini dell'utilizzo nell'ordinamento italiano. Sempre l'art. La traduzione non necessaria nei Comuni ove è ammesso l'utilizzo diretto della lingua in cui l'atto depositato è scrittocome previsto per gli atti rogati dagli artt.

La traduzione degli atti esteri in italiano è inoltre disciplinata dall'art. La traduzione in lingua italiana è inoltre prevista dall'art.

Devono essere tradotte tutte le parti dell'atto estero: se l'atto depositato è una scrittura privata autenticata, l'obbligo di traduzione riguarda anche la formula dell'autentica, al fine di consentire la verifica dei requisiti minimi del controllo e della certificazione effettuati dall'ufficiale autenticante.

Si ritiene non necessario un apposito verbale di deposito per gli atti esteri che devono essere allegati ad un atto pubblico o autenticato da un notaio italiano ad esempio le procure : in questi casi l'allegazione realizza di fatto anche il deposito. L'atto estero allegato dovrà quindi ugualmente essere legalizzato e tradotto salve espresse eccezioni.

Lo stesso è soggetto a registrazione nel termine di 60 giorni dalla data dell'atto il termine transazioni di copia di deposito decorre quindi dalla data del deposito, ai sensi dell'art. Inoltre è dovuta l'imposta di registro in relazione al contenuto e alla natura dell'atto depositato artt.

Anche l'imposta di bollo è dovuta per l'atto di deposito e per l'atto depositato soggetto a bollo in caso d'uso ai sensi dell'art. Il notaio che riceve il deposito deve procedere alle relative formalità entro 30 giorni ai sensi dell'art. Nuove prospettive in materia di utilizzo di atti provenienti dall'estero potranno aprirsi grazie all'uso degli atti in formato digitale e alle firme elettroniche dei notai italiani e stranieri; una proposta in materia è quella relativa all'apostille elettronica Programma e-APPper la quale sono reperibili informazioni sul sito www.

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